Pietro Metastasio, Drammi per musica
  
  
 Adriano in Siria, Parigi, Quillau, 1755, II
 
 
 
Paratesto ATTO PRIMO ATTO SECONDO ATTO TERZO AGGIUNTA Apparato
 
 
    Dovendo esser rappresentato il presente dramma nella corte
 di Madrid, è stato ridotto dall’autore nella forma
 antecedente e fornito della seguente licenza.
  Al suono di lieta e strepitosa sinfonia si scopre la luminosa reggia del Sole. Si vede assiso il nume su l’aureo suo carro in atto di trattenere gli ardenti corsieri. S’affollano d’intorno a lui le ore, le stagioni e gli altri geni suoi ministri e seguaci; ed egli finalmente prorompe ne’ sensi seguenti.
 
 
 LICENZA
 
 Lo so; tacete ore seguaci; al corso
 voi m’affrettate invan; dal cielo ibero
1265non sperate ch’io parta in sì gran giorno.
 So ben che il mio ritorno
 dell’opposto emisfero
 già l’inquieto abitator sospira;
 so che già desto ammira
1270l’ostinata sua notte, il pertinace
 scintillar delle stelle, e la dimora
 della sorda a’ suoi voti infida aurora.
 Ma il soffra in pace; e pensi
 ch’oggi nasce un Fernando. Antica in cielo
1275solenne legge è questa;
 perché nascan gli Alcidi, il sol s’arresta.
 
    Ma d’esser non pretenda
 uguale al nume ispano,
 benché l’eroe tebano
1280pur m’arrestò così.
 
    La differenza intenda,
 che dilatar mi vide
 la notte per Alcide,
 ma per Fernando il dì.
 
 IL FINE
 
 
 
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