Metrica: interrogazione
37 sineresi in Artaserse P2  (recitativo) 
Potea senza oltraggiarmi
niegarti a me; ma non dovea da lui
son reo per te.
                            Per me sei reo! Mancava
è un farsi reo senza sperarne il frutto.
è Dario il reo.
                           Chi mai potea la regia
punite il reo; son vostro duce; io stesso
del reo germano ad involarmi all'ira.
l'indifferenza è rea. Sento che immondo
lo confesso Artabano, il reo son io.
Sei reo! Di che? D'una giustizia illustre
rimase prigionier. Reo lo scoperse
colla stragge del reo.
                                       Dov'è l'indegno?
Io non son reo, la mia difesa è questa.
dunque d'un'alma rea. Potessi almeno
d'altra idea che di sdegno e di vendetta!
si vede reo, non si difende e tace.
e comparisci reo.
                                 Ma non è vero.
dovea destarlo a generose imprese
e l'idea di quel volto
con questa idea che il mio coraggio atterra
D'un reo chiedo la morte.
                                                Ed io la vita
se la pena del reo commetti al padre.
dunque, son io che di mia rea fortuna
giudice non sarei, reo non saresti.
risponda il reo. Tu comparisci Arbace
in sembianza di reo, veder recise
di nuovo chiederei. Dovea Mandane
Mio re, se reo mi credi,
perché deggio fuggir?
                                          Se reo tu sei
su le labra d'un reo! Diletto Arbace
né innocente né reo l'invida reggia.
quante funeste idee forma e descrive,
istupidisca il senso o ch'abbian l'alme
Numi! (Posa la tazza su l’ara)
                Qual alma rea mancò di fede?
                      S'io meritai signore
                       Anima rea! M'uccidi il padre,
il reo coll'innocente. A te Mandane

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