Metrica: interrogazione
53 sineresi in Olimpiade H  (recitativo) 
dee presentarsi al tempio, il grado, il nome,
sarà premio Aristea, figlia reale
possessor d'Aristea. Vanne, disponi
abbandonar...
                            Dunque dovea la mano
com'ei stesso dicea, ramingo, afflitto.
la vita vi perdea. Licida a sorte
sempre v'è tempo. È d'imeneo per noi
sospirata Aristea!
                                  Che!
                                              Chiamo a nome
il mio tesoro.
                          Ed Aristea si chiama?
sola Aristea?
                          Sola Aristea.
                                                   (Son morto).
che ad Aristea m'annodi,
ch'io gli ceda Aristea non è diverso
la povera Aristea. Tornasti; e come
non son rea d'un pensier. Sempre m'intesi
(Sventurata Aristea!)
                                         (Povera Argene!)
legarmi ad Aristea.
                                     Giusta è la brama.
il ciel t'accoppia; e nol potea più degno
ch'io spieghi ad Aristea. (A parte a Licida)
                                               Ma non poss'io
ma coraggio, Aristea. L'alma prepara
che m'ardea nel pensier fiamma d'onore?
adorata Aristea, seconda i moti
Ardir. Vado, Aristea; rimanti in pace.
bella Aristea, non avvilirti; ascolta;
tutto Aristea?
                           Tutto. T'affretta, o prence; (In atto di partire)
Deh pensa ad Aristea. (Che dirà mai (Partendo)
Semiviva Aristea... Megacle afflitto...
Aristea non raggiungo). Io non intendo,
Invero io son la rea. Picciole prove
io volea dirgli. Ei mi prevenne: «Aminta,
d'Ercole e di Teseo le vie di morte.
sei reo di morte.
                                A me tal cenno?
                                                               Impara
Che fo? Con chi mi sdegno? Il reo son io,
                            Senz'Aristea non posso,
adorata Aristea, la mia sventura;
se 'l ciel non difendea, n'avrebbe involti!
nuda la fronte avea, lacero il manto,
minaccioso parea, prorompe il pianto.
nulla risponde. È reo di morte e pare
oh pietosa Aristea! Facciano i numi
la pietà d'Aristea. Chi sa se il padre
Che giova il pianto?
                                      Ed Aristea non giunse?
ottenuto l'avria. Ma un reo per l'altro
di morir per quel reo.
                                          Qual è?
                                                           Son io.
se me non vuoi. L'aureo monile è questo
Parla; ma siano brevi i detti tuoi. (Ad Argene)
che al collo avea, quando l'esposi all'onde,
l'imeneo non si strinse.
                                            Io chiedo solo
mio re, son reo. Deh mel perdona; io tutto
gemello ad Aristea. Delfo m'impose
Megacle d'Aristea vorrei consorte;
ma Filinto, il mio figlio, è reo di morte.
Non è più reo, quando è tuo figlio.
                                                               È forse
a cui tu presiedesti. Il reo dipende

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