La clemenza di Tito, Parigi, Quillau, 1755

 ARGOMENTO
 
    Non ha conosciuto l’antichità né migliore né più amato principe di Tito Vespasiano. Le sue virtù lo resero a tutti sì caro che fu chiamato «la delizia del genere umano». E pure due giovani patrizi, uno de’ quali era suo favorito, cospirarono contro di lui. Scoperta però la congiura furono dal Senato condannati a morire. Ma il clementissimo Cesare contento d’averli paternamente ammoniti concesse loro ed a’ loro complici un generoso perdono (Svetonio Tranquillo, Aurelius Victor, Dione, Zonara, eccetera).
    La scena è in Roma.