Il Temistocle, Venezia, Bettinelli, 1737

 SCENA V
 
 ASPASIA e poi LISIMACO
 
 ASPASIA
720Che amari detti! Oh gelosia tiranna
 come tormenti un cor. Ti provo, oh dio,
 per Lisimaco anch'io.
 LISIMACO
                                          (Solo un istante
 bramerei rivederla e poi... M'inganno?
 Ecco il mio ben).
 ASPASIA
                                  Non può ignorar ch'io viva,
725troppo è pubblico il caso. Ah d'altra fiamma
 arde al certo l'ingrato. Ed io non posso
 ancor di lui scordarmi! Ah sì; disciolta
 da questi lacci ormai... (Volendo partire)
 LISIMACO
                                             Mia vita ascolta.
 ASPASIA
 Chi sua vita mi chiama... Oh stelle!
 LISIMACO
                                                                  Il tuo
730Lisimaco fedele. A rivederti
 pur bella Aspasia il mio destin mi porta.
 ASPASIA
 Aspasia! Io non son quella. Aspasia è morta.
 LISIMACO
 So che la fama il disse,
 so che mentì. So per quai mezzi il cielo
735te conservò.
 ASPASIA
                         Già che tant'oltre sai,
 che per te più non vivo ancor saprai.
 LISIMACO
 Deh perché mi trafiggi
 sì crudelmente il cor?
 ASPASIA
                                          Merita invero
 più di riguardo un sì fedele amico,
740un sì tenero amante. Ingrato! E ardisci
 nemico al genitore
 venirmi innanzi e ragionar d'amore?
 LISIMACO
 Nemico! Ah tu non vedi
 le angustie mie. Sacro dover m'astringe
745la patria ad ubbidir; ma in ogni istante
 contrasta in me col cittadin l'amante.
 ASPASIA
 Scordati o l'uno o l'altro.
 LISIMACO
                                               Uno non deggio,
 l'altro non posso. E senza aver mai pace
 procuro ognor quel che ottener mi spiace.
 ASPASIA
750Va'; lode al ciel nulla ottenesti.
 LISIMACO
                                                          Oh dio!
 Purtroppo Aspasia ottenni. Ah perdonate
 se al dolor del mio bene
 donai questo sospiro o dei d'Atene.
 ASPASIA
 Io tremo. E che ottenesti?
 LISIMACO
                                                  Il re concede
755Temistocle alla Grecia.
 ASPASIA
                                            Oimè!
 LISIMACO
                                                           Pur ora
 rimandarlo promise e la promessa
 giurò di mantener.
 ASPASIA
                                      Misera! (Ah Serse
 punisce il mio rifiuto).
 Lisimaco pietà. Tu sol, tu puoi
760salvarmi il padre.
 LISIMACO
                                   E per qual via? M'attende
 già forse il re dove adunati sono
 il popolo e le schiere. A tutti in faccia
 consegnarlo vorrà. Pensa qual resti
 arbitrio a me.
 ASPASIA
                             Tutto, se vuoi. Concedi
765che una fuga segreta...
 LISIMACO
                                           Ah che mi chiedi!
 ASPASIA
 Chiedo da un vero amante
 una pruova d'amor. Non puoi scusarti.
 LISIMACO
 Oh dio, fui cittadin prima d'amarti.
 ASPASIA
 Ed obbliga tal nome
770d'un innocente a procurar lo scempio?
 LISIMACO
 Io non lo bramo; il mio dovere adempio.
 ASPASIA
 E ben facciamo entrambi
 dunque il nostro dovere. Anch'io lo faccio.
 Addio.
 LISIMACO
                Dove t'affretti?
 ASPASIA
                                              A Serse in braccio.
 LISIMACO
775Come?
 ASPASIA
                 Egli m'ama; e ch'io soccorra un padre
 ogni ragion consiglia.
 Anch'io prima d'amarti ero già figlia.
 LISIMACO
 Senti. Ah non dar al mondo
 questo d'infedeltà barbaro esempio.
 ASPASIA
780Sieguo il tuo stile; il mio dovere adempio.
 LISIMACO
 Ma sì poco ti costa...
 ASPASIA
 Mi costa poco? Ah sconoscente. Or sappi
 per tuo rossor che se consegna il padre
 Serse me vuol punir. Mandò poc'anzi
785il trono ad offerirmi; e questa a cui
 nulla costa il lasciarti in abbandono
 per non lasciarti ha ricusato un trono.
 LISIMACO
 Che dici anima mia!
 ASPASIA
                                         Tutto non dissi;
 senti crudel. Mille ragioni il sai
790ho d'abborrirti e pur non posso; e pure
 ridotta al duro passo
 di lasciarti per sempre il cor mi sento
 sveller dal sen. Dovrei celarlo ingrato,
 vorrei ma non ho tanto
795valor che basti a trattenere il pianto.
 LISIMACO
 Deh non pianger così; tutto vogl'io,
 tutto... (Ah che dico!) Addio mia vita, addio.
 ASPASIA
 Dove?
 LISIMACO
                Fuggo un assalto
 maggior di mia virtù.
 ASPASIA
                                          Se di pietade
800ancor qualche scintilla...
 LISIMACO
 Addio; non più; già il mio dover vacilla.
 
    Oh dei! Che dolce incanto
 è d'un bel ciglio il pianto!
 Chi mai, chi può resistere?
805Quel barbaro qual è?
 
    Io fuggo amato bene,
 che se ti resto accanto
 mi scorderò d'Atene,
 mi scorderò di me. (Parte)