L’Issipile, Vienna, van Ghelen, 1732

 MUTAZIONI DI SCENE
 
    Nell’atto primo: atrio del tempio di Bacco festivamente ornato di festoni di pampini, pendenti dagli archi e ravvolti alle colonne di esso, fra le quali vari simulacri di satiri, sileni e bassaridi; parte del giardino reale, con fontane rustiche da’ lati e boschetto sacro a Diana in prospetto, notte; sala d’armi illuminata, con simulacro della Vendetta nel mezzo.
    Nell’atto secondo: di nuovo parte del giardino reale, con fontane rustiche da’ lati e boschetto sacro a Diana in prospetto, notte; campagna a vista del mare sparsa di tende militari, sole che spunta.
    Nell’atto terzo: luogo remoto fra la città e la marina, adorno di cipressi e di monumenti degli antichi re di Lenno; lido del mare con navi di Learco e ponte per cui si ascende ad una di esse, da un lato rovine del tempio di Venere, dall’altro d’un antico porto di Lenno.
    Le mutazioni furono rara invenzione del signor Giuseppe Galli Bibiena, primo ingegnere teatrale ed architetto di sua maestà cesarea e cattolica.