Adriano in Siria, Madrid, Scrivano, 1757

 SCENA PRIMA
 
  Gran piazza d’Antiochia magnificamente adorna di trofei militari composti d’insegne, armi ed altre spoglie di barbari superati. Trono imperiale da un lato. Ponte sul fiume Oronte che divide la città sudetta.
 
 Di qua dal fiume ADRIANO, sollevato sopra gli scudi da’ soldati romani. AQUILIO, guardie e popolo. Di là dal fiume FARNASPE ed OSROA con seguito di parti che conducono varie fiere ed altri doni da presentare ad Adriano
 
 CORO DI SOLDATI ROMANI
 
    Vivi a noi, vivi all'impero,
 grande Augusto, e la tua fronte
 su l'Oronte prigioniero
 s'accostumi al sacro allor.
 
 PARTE DEL CORO
 
5   Della patria e delle squadre
 ecco il duce ed ecco il padre
 in cui fida il mondo intero,
 in cui spera il nostro amor.
 
 ALTRA PARTE DEL CORO
 
    Palme il Gange a lui prepari
10e d'Augusto il nome impari
 de l'incognito emisfero
 il remoto abitador.
 
 TUTTO IL CORO
 
    Vivi a noi, vivi all'impero,
 grande Augusto, e la tua fronte
15su l'Oronte prigioniero
 s'accostumi al sacro allor. (Nel tempo del coro, scende Adriano e sciogliendosi quella connessione d’armi, che serviva a sostenerlo, quei soldati che la componevano prendono ordinatamente sito fra gli altri)
 
 AQUILIO
 Chiede il parto Farnaspe
 di presentarsi a te. (Ad Adriano)
 ADRIANO
                                      Venga e s'ascolti. (Aquilio parte. Adriano sale sul trono e parla in piedi)
 Valorosi compagni,
20voi m'offrite un impero
 non men col vostro sangue
 che col mio sostenuto e non so come
 abbia a raccoglier tutto
 de' comuni sudori io solo il frutto.
25Ma se al vostro desio
 contrastar non poss'io, farò che almeno
 nel grado a me concesso
 mi trovi ognun di voi sempre l'istesso.
 A me non servirete;
30alla gloria di Roma, al vostro onore,
 alla publica speme,
 come finor, noi serviremo insieme. (Siede)
 CORO
 
    Vivi a noi, vivi all'impero,
 grande Augusto, e la tua fronte
35su l'Oronte prigioniero
 s'accostumi al sacro allor. (Nel tempo che si ripete il coro, passano il ponte Farnaspe, Osroa e tutto il seguito de’ parti. Tutti preceduti d’Aquilio che gli conduce)
 
 FARNASPE
 Nel dì che Roma adora
 il suo cesare in te, dal ciglio augusto,
 da cui di tanti regni
40il destino dipende, un guardo volgi
 al principe Farnaspe. Ei fu nemico;
 ora al cesareo piede
 l'ire depone e giura ossequio e fede.
 OSROA
 (Tanta viltà, Farnaspe,
45necessaria non è). (Piano a Farnaspe)
 ADRIANO
                                     Madre comune
 d'ogni popolo è Roma e nel suo grembo
 accoglie ognun che brama
 farsi parte di lei. Gli amici onora;
 perdona a' vinti; e con virtù sublime
50gli oppressi esalta ed i superbi opprime.
 OSROA
 (Che insoffribile orgoglio!)
 FARNASPE
                                                    Un atto usato
 dalla virtù romana
 vengo a chiederti anch'io. Del re de' Parti
 geme fra' vostri lacci
55prigioniera la figlia.
 ADRIANO
                                       E ben?
 FARNASPE
                                                       Disciogli,
 signor, le sue catene.
 ADRIANO
                                         (Oh dei!)
 FARNASPE
                                                             Rasciuga
 della sua patria il pianto; a me la rendi
 e quanto io reco in guiderdon ti prendi.
 ADRIANO
 Prence, in Asia io guerreggio,
60non cambio o merco. Ed Adrian non vende
 su lo stil delle barbare nazioni
 la libertade altrui.
 FARNASPE
                                    Dunque la doni.
 OSROA
 (Che dirà?)
 ADRIANO
                         Venga il padre;
 la serbo a lui.
 FARNASPE
                            Dopo il fatal conflitto,
65in cui tutti per Roma
 combatterono i numi, è ignota a noi
 del nostro re la sorte. O in altre rive
 va sconosciuto errando o più non vive.
 ADRIANO
 Finché d'Osroa palese
70il destino non sia, cura di lei
 noi prenderem.
 FARNASPE
                                Giacché a tal segno è Augusto
 dell'onor suo geloso,
 questa cura di lei lasci al suo sposo.
 ADRIANO
 Come! È sposa Emirena?
 FARNASPE
                                                 Altro non manca
75che il sacro rito.
 ADRIANO
                                (Oh dio!)
 Ma lo sposo dov'è?
 FARNASPE
                                     Signor, son io.
 ADRIANO
 Tu stesso! Ed ella t'ama?
 FARNASPE
                                                Ah fummo amanti
 pria di saperlo ed apprendemmo insieme
 quasi nel tempo istesso
80a vivere e ad amar. Crebbe la fiamma
 col senno e con l'età. Dell'alme nostre
 si fece un'alma sola
 in due spoglie divisa. Io non bramai
 che la bella Emirena. Ella non brama
85che il suo prence fedel. Ma quando meco
 esser doveva in dolce nodo unita,
 signor, che crudeltà! mi fu rapita.
 ADRIANO
 (Che barbaro tormento!)
 FARNASPE
                                                Ah tu nel volto,
 signor, turbato sei. Forse t'offende
90la debolezza mia. Di Roma i figli
 so che nascono eroi.
 So che colpa è fra voi qualunque affetto
 che di gloria non sia. Tanta virtude
 da me pretendi invano.
95Cesare, io nacqui parto e non romano.
 ADRIANO
 (Oh rimprovero acerbo! Ah si cominci
 su' propri affetti a esercitar l'impero).
 Prence, della sua sorte
 la bella prigioniera arbitra sia.
100Vieni a lei. S'ella siegue,
 come credi, ad amarti,
 allor... (dicasi alfin) prendila e parti. (Scende)
 
    Dal labro che t'accende
 di così dolce ardor
105la sorte tua dipende
 (e la mia sorte ancor).
 
    Mi spiace il tuo tormento,
 ne sono a parte e sento
 che del tuo cor la pena
110è pena del mio cor. (Parte Adriano seguito da tutte le guardie e soldati romani)