Metrica: interrogazione
53 ottonari in Ipermestra H 
   Solo effetto era d'amore
quel timor che avea nel petto;
e d'amore è solo effetto
or la speme del mio cor.
   Han tal forza i detti tuoi
che, se vuoi, prende sembianza
di timor la mia speranza,
di speranza il mio timor. (Parte)
   Più temer non posso ormai
quel destin che ci minaccia;
il coraggio io ritrovai
fra le braccia del mio re.
   Già ripieno è il mio pensiero
di valore e di consiglio;
par leggiero ogni periglio
all'ardor della mia fé. (Parte)
   Se pietà da voi non trovo
al tiranno affanno mio,
dove mai cercar poss'io,
da chi mai sperar pietà?
   Ah per me, dell'empie sfere
al tenor barbaro e nuovo,
ogni tenero dovere
si converte in crudeltà. (Parte)
   Non hai cor per un'impresa
che il mio bene a te consiglia;
hai costanza, ingrata figlia,
per vedermi palpitar.
   Proverai da un padre amante
se diverso è un re severo;
già che amor da te non spero,
voglio farti almen tremar. (Parte)
   Se il mio duol, se i mali miei,
se dicessi il mio periglio,
ti farei cader dal ciglio
qualche lagrima per me.
   È sì barbaro il mio fato
che beato io chiamo un core,
se può dir del suo dolore
la cagione almen qual è. (Parte)
   Vuoi ch'io lasci, o mio tesoro,
un amico in tal cimento?
Ah sarebbe un tradimento
troppo indegno del mio cor.
   Non bramarlo un solo istante,
che non è mai fido amante
un amico traditor. (Parte)
   Alma eccelsa, ascendi in trono;
della sorte ei non è dono,
è mercé di tua virtù.
   La virtù, che in trono ascende,
fa soave, amabil rende
fin l'istessa servitù.

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