Metrica: interrogazione
53 ottonari in Catone in Utica P3 
   Mi lusinga il dolce affetto
con l'aspetto del mio bene
ma chi sa! Temer conviene
che m'inganni amando ancor.
   Ma tradir se posso mai
quei bei rai e l'abbandono,
infedele, ingrato sono
son crudele e traditor.
   O nel sen di qualche stella
o sul margine di Lete
se mi attendi anima bella
non sdegnarti anch'io verrò.
   Sì verrò ma voglio pria
che preceda all'ombra mia
l'ombra rea di quel tiranno
che a tuo danno il mondo armò. (Parte)
   È follia se nascondete
fidi amanti il vostro foco.
A scoprir quel che tacete
un pallor basta improviso,
un rossor che accende il viso,
uno sguardo ed un sospir.
   E se basta così poco
a scoprir quel che si tace,
perché perder la sua pace
con asconder il martir.
   Mi conosci! Sai chi sono!
Vedi eroe che mi consiglia.
Vanne, abbassa al suol le ciglia,
sol la patria adora in me.
   Tu chi sei che mi favelli?
Roma ancor tra voi rubelli
in Caton disciolto ha il piè.
   Il tuo affanno ed il tuo sdegno
la vendetta oggi vedrà,
   che far pago il tuo disegno
al mio braccio onor sarà.
   Ombra cara, ombra adorata
se mi ascolti e se qui sei,
tu saprai da' pensier miei
quanto sia mia fedeltà.
   Se non resta vendicata
la tua morte e il mio dolore
col svenar quel traditore,
pace il cor mai non avrà.
   Cerva in bosco se l'impiaga
dardo rapido e mortale
varca il monte, cerca il fonte,
dalla valle al prato va.
   Trova alfin mentre divaga
erba, onor d'aprico monte,
che gustata, l'empio strale
dal suo fianco cader fa.

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