Metrica: interrogazione
48 ottonari in Alessandro nell'Indie R2 
   Vil trofeo d'un'alma imbelle
è quel ciglio allor che piange.
Io non venni infino al Gange
le donzelle a debellar.
   Ho rossor di quegli allori
che non han fra' miei sudori
cominciato a germogliar. (Parte)
   Se mai più sarò geloso,
mi punisca il sacro nume
che dell'India è domator.
   Se mai turbo il tuo riposo,
se m'accendo ad altro lume,
pace mai non abbia il cor.
   Fosti sempre il mio bel nume,
sei tu solo il mio diletto;
e sarai l'ultimo affetto
come fosti il primo amor. (Parte)
   Ah colei che m'arde il seno,
se non m'ama, ah finga almeno!
Un inganno è men tiranno
d'un sì barbaro candor.
   Finché sembrami sincera,
io mi credo almen felice;
se la scopro ingannatrice,
cangio in odio almen l'amor. (Parte)
   Se mai turbo il tuo riposo,
se m'accendo ad altro lume,
pace mai non abbia il cor.
   Se mai più sarò geloso,
mi punisca il sacro nume
che dell'India è domator.
   Infedel, questo è l'amore?
Menzogner, questa è la fede?
Chi non crede al mio dolore
che lo possa un dì provar.
   Per chi perdo, o giusti dei,
il riposo de' miei giorni!
A chi mai gli affetti miei,
giusti dei, serbai finora!
Ah si mora e non si torni
   Son confusa pastorella
che nel bosco a notte oscura
senza face e senza stella
   Mal sicura al par di quella
l'alma anch'io gelar mi sento;
all'affanno, allo spavento
m'abbandono anch'io così. (Parte)

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