Metrica: interrogazione
30 ottonari in Demofoonte B 
   In te spero, o sposo amato,
fido a te la sorte mia;
e per te, qualunque sia,
sempre cara a me sarà.
   Pur che a me nel morir mio
il piacer non sia negato
di vantar che tua son io,
il morir mi piacerà. (Parte)
   No, non chiedo amate stelle
se nemiche ancor mi siete.
Non è poco, o luci belle,
ch'io ne possa dubitar.
   Chi non ebbe ore mai liete,
chi agli affanni ha l'alma avvezza
crede acquisto una dubbiezza
ch'è principio allo sperar. (Parte)
   Nel tuo dono io veggo assai
che del don maggior tu sei;
nessun trono invidierei
come invidio il tuo gran cor.
   Mille moti in un momento
tu mi fai svegliar nel petto
di vergogna, di rispetto,
di contento e di stupor. (Parte)
   Par maggiore ogni diletto,
se in un'anima si spande,
quand'oppressa è dal timor.
   Qual piacer sarà perfetto,
se convien per esser grande
che cominci dal dolor?

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