Metrica: interrogazione
58 tronchi in Ipermestra H  (pezzi chiusi) 
   Abbiam penato, è ver;
ma in sì felice dì
oggetto di piacer
   Se premia ognor così
quei che tormenta amor,
oh amabile dolor!
che tutto io fido a te.
sai che la devi a me. (Parte)
ah tu mi fai tremar!
il sangue, oh dio, gelar! (Parte)
mi sento nel sen.
se m'odia il mio ben. (Parte)
or la speme del mio cor.
di speranza il mio timor. (Parte)
se lieto il mio non è.
di quel ch'io viva in me. (Parte)
fra le braccia del mio re.
all'ardor della mia fé. (Parte)
da chi mai sperar pietà?
si converte in crudeltà. (Parte)
il solito splendor;
mi basta in tanto orror
non giunge a tranquillar,
quai scogli ha questo mar
guarda se chiaro è il dì.
quando dall'arco uscì. (Parte)
per vedermi palpitar.
voglio farti almen tremar. (Parte)
qualche lagrima per me.
la cagione almen qual è. (Parte)
fuor de' ripari uscir.
e farti impallidir. (Parte)
ivi la tomba avrà.
quando s'estinguerà. (Parte)
parlane col tuo cor.
delle pupille ancor. (Si nasconde)
ah per chi mai vivrò!
altro da te non vuo'.
Parti, nol posso dir.
senza poter morir!
quanto si può soffrir. (Partono)
ricordati di me.
pensa ch'io son con te. (Parte)
lo sdegno o la pietà.
l'anima mia non sa. (Parte)
troppo indegno del mio cor.
un amico traditor. (Parte)
dove l'impresse amor.
mi resterebbe ancor. (Parte)
   Ah non mi dir così;
risparmia, o genitor,
al povero mio cor
   S'io non ti son fedel,
un fulmine del ciel...
                                       Mora il tiranno.
è mercé di tua virtù.
fin l'istessa servitù.
gli allori ad intrecciar.
quest'aria scintillar.

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