Metrica: interrogazione
65 senari in Catone in Utica R 
   Che legge spietata,
che sorte crudele
d'un'alma piagata,
servire, soffrire,
   Se poi l'infelice
si sprezza, si dice
che troppo richiede,
che impari ad amar. (Parte)
   Nascesti alle pene,
per farti contento
   Di' pur che la sorte
Ma soffri, ma spera,
ma fino alla morte
ti serba fedel. (Parte)
   Confusa, smarrita
che fosti... che sei...
Parlar non poss'io,
   Fra l'armi se mai
io voglio... Tu sai...
Che pena! Gli accenti
confonde il martir. (Parte)
   Deh in vita ti serba. (A Catone)
Deh sgombra l'affanno. (Ad Emilia)
Ingrata, superba. (A Marzia)
Indegno, tiranno. (A Cesare)
Ma t'offro la pace. (A Catone)
Ma l'odio raffrena. (Ad Emilia)
Vendetta sol voglio.
                      Che pena!
                     Che orgoglio!
Più strane vicende
   M'oltraggia, m'offende (Da sé)
Non cangia pensiero (Verso Catone)
quel core ostinato.
Vendetta non spero. (Da sé)
La figlia è ribelle. (Da sé)
Che voglian le stelle
quest'alma non sa. (Partono)
   Per darvi alcun pegno
se al padre non è. (Parte)

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