Metrica: interrogazione
70 settenari (pezzi chiusi) in Ruggiero P 
   Farò ben io fra poco
impallidir l'audace
che vuol turbar la pace
d'un sì costante amor.
   Vedrà quanto più fiero
divien l'ardor guerriero,
quando congiura insieme
con l'amoroso ardor. (Parte)
   Ah se morir di pena
oggi così degg'io,
accanto all'idol mio
io voglio almen morir.
   Qual serbo a lei costanza
almen vedrà la bella
perduta mia speranza
nel fiero mio martir. (Parte)
   Di marziali allori
già t'adornasti assai;
di mirti è tempo ormai
che il crin ti cinga amor.
   Mille di tua fortezza
prove donasti a noi;
abbia i trionfi suoi
la tua bellezza ancor. (Parte)
   Non essere a te stesso
per troppo ardir crudele;
pria di spiegar le vele
guarda di nuovo il mar.
   Pensa che poco è fido,
che or giova essere accorto,
che sarà lungi il porto
quando vorrai tornar. (Parte)
   Non esser troppo altero
crudel del mio dolore;
questo è un amor che more
e tutto amor non è.
   Lagrime or verso è vero
per tua cagion tiranno;
ma l'ultime saranno
ch'io verserò per te. (Parte)
   Lo sdegno ancor che fiero
sempre non è periglio;
quando d'amore è figlio
ei riproduce amor.
   Mai dal furor del vento
un grande incendio è vinto;
spesso ti sembra estinto
quando si fa maggior. (Parte)
   T'ubbidirò ben mio, (S’alzano)
se mi resiste il cor.
Ma troppo il core oh dio
sento tremarmi in sen.
   Pur misera qual sono
al mio dolor perdono,
se da sì duro passo
sa liberarmi almen. (Parte)
   Ah come tu non sai
il cor si senta in sen
chi l'adorato ben
   Chi nol provò giammai
intenderlo non può;
e al cor che lo provò
   Sì; correr voglio anch'io
più risoluto e franco
con questo sprone al fianco
le belle vie d'onor.
   Me superar desio;
sol di Ruggier son pieno;
sento una fiamma in seno
che non scaldommi ancor. (Parte)

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