Metrica: interrogazione
102 settenari (pezzi chiusi) in Catone in Utica H 
   Con sì bel nome in fronte
combatterai più forte;
rispetterà la sorte
di Roma un figlio in te.
   Libero vivi; e, quando
tel nieghi il fato ancora,
almen come si mora
apprenderai da me. (Parte)
   Non ti minaccio sdegno,
non ti prometto amor.
Dammi di fede un pegno,
fidati del mio cor;
   E di premiarti poi
resti la cura a me
né domandar mercé,
   Chi un dolce amor condanna
vegga la mia nemica;
l'ascolti e poi mi dica
se è debolezza amor.
   Quando da sì bel fonte
derivano gli affetti,
vi son gli eroi soggetti,
amano i numi ancor. (Parte)
   Un certo non so che
veggo negli occhi tuoi;
tu vuoi che amor non sia,
sdegno però non è.
   Se fosse amor, l'affetto
estingui o cela in petto;
l'amar così saria
troppo delitto in te. (Parte)
   So che pietà non hai
e pur ti deggio amar.
Dove apprendesti mai
l'arte d'innamorar
   Se compatir non sai,
se amor non vive in te,
perché, crudel, perché
   Soffre talor del vento
i primi insulti il mare;
né a cento legni e cento,
che van per l'onde chiare,
intorbida il sentier.
   Ma poi, se il vento abbonda,
il mar s'innalza e freme
e colle navi affonda
tutta la ricca speme
dell'avido nocchier. (Parte)
   Dovea svenarti allora (A Marzia)
che apristi al dì le ciglia.
Dite, vedeste ancora (Ad Emilia e ad Arbace)
un padre ed una figlia,
perfida al par di lei,
misero al par di me?
   L'ira soffrir saprei
d'ogni destin tiranno;
a questo solo affanno
costante il cor non è. (Parte)
   So che godendo vai (Ad Arbace)
del duol che mi tormenta;
ma lieto non sarai;
ma non sarai contenta; (Ad Emilia)
voi penerete ancor.
   Nelle sventure estreme
noi piangeremo insieme.
Tu non avrai vendetta; (Ad Emilia)
tu non sperare amor. (Ad Arbace e parte)
   Se sciogliere non vuoi
dalle catene il cor,
di chi lagnar ti puoi?
Sei folle nell'amor,
   Ti piace il suo rigor;
non cerchi libertà;
l'istessa infedeltà
   Che sia la gelosia
un gelo in mezzo al foco,
è ver, ma questo è poco;
è il più crudel tormento
d'un cor che s'innamora;
e questo è poco ancora.
Io nel mio cor lo sento
ma non lo so spiegar.
   Se non portasse amore
affanno sì tiranno,
qual è quel rozzo core
che non vorrebbe amar?
   La fronda, che circonda
a' vincitori il crine,
soggetta alle ruine
del folgore non è.
   Compagna dalla cuna
a militar con te. (Parte)
   Nacqui agli affanni in seno;
   Sempre un dolor non dura;
ma, quando cangia tempre,
la nuova è più crudel. (Parte)

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