Metrica: interrogazione
63 ottonari in Ruggiero P 
   Io non so nel mio martiro
se ragiono o se deliro;
so che solo io mi consolo
con l'idea del caro ben.
   Che fatale è ben lo strale
che avvelena i giorni miei;
ma ch'io l'amo e ch'io morrei
nello svellerlo dal sen. (Parte)
   Otterrò felice amante
sol per te sì degno oggetto;
e a te sol del mio diletto
debitor mi vanterò.
   Possessor d'un bel sembiante
trarrò seco i dì ridenti;
ed in mezzo a' miei contenti
la tua fé rammenterò. (Parte)
   So che un sogno è la speranza,
so che spesso il ver non dice;
ma pietosa ingannatrice
consolando almen mi va.
   Fra quei sogni il core ha pace
e capace almen si rende
di sue barbare vicende
a soffrir la crudeltà. (Parte)
   È dal corso altero fiume
l'arrestar difficil meno
che agli affetti imporre il freno
d'inesperta gioventù.
   Dell'età nel primo ardore
cede agl'impeti del core
la ragione e la virtù. (Parte)
   Di pietà, d'aita indegno
a ragion sé stesso rende
chi di sé cura sol prende,
chi soccorso altrui non dà.
   Questa innata alterna cura
giusta legge è di natura;
la prescrive a ognun che vive
la pietosa umanità. (Parte)
   Ho perduto il mio tesoro,
ogni speme ho già smarrita;
odio il giorno, odio la vita,
più non splende il sol per me.
   M'ha rapito il fato avaro
quanto al mondo a me fu caro;
mi lasciò colei che adoro,
altro ben per me non v'è. (Parte)
   Portator di lieti eventi,
di speranze e di contenti
mai dall'indica marina
più gran giorno non uscì.
   Fin di clima ancor mal noto
il remoto abitatore
n'oda il grido in ogni lido
dove more e nasce il dì.
   Portator di lieti eventi,
di speranze e di contenti
mai dall'indica marina
più gran giorno non uscì.
   Fin di clima ancor mal noto
il remoto abitatore
n'oda il grido in ogni lido
dove more e nasce il dì.

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