Metrica: interrogazione
47 ottonari in Artaserse P2 
   Per pietà bell'idol mio
non mi dir ch'io son ingrato.
Infelice e sventurato
abbastanza il ciel mi fa.
   Se fedele a te son io,
se mi struggo a' tuoi bei lumi,
sallo amor, lo sanno i numi,
il mio core, il tuo lo sa.
   Non temer ch'io mai ti dica
alma infida, ingrato core.
Possederti ancor nemica
chiamerò felicità.
   Io detesto la follia
d'un incommodo amatore
che ai pensieri ancor vorria
limitar la libertà.
   Se del fiume altera l'onda
tenta uscir dal letto usato,
corre a questa, a quella sponda
l'affannato agricoltor.
   Ma disperde in su l'arene
il sudor, le cure e l'arti.
Che se in una ei lo trattiene,
si fa strada in cento parti
il torrente vincitor.
   Non conosco in tal momento
se l'amico o il genitore
sia più degno di pietà.
   So però per mio tormento
che era scelta in me l'amore,
ch'era in te necessità.
   Perché tarda è mai la morte
quando è termine al martir?
   A chi vive in lieta sorte
è sollecito il morir.
   Non è ver che sia contento
il veder nel suo tormento
più d'un ciglio lagrimar.
   Che l'esempio del dolore
è uno stimolo maggiore
che richiama a sospirar.
   Giusto re la Persia adora
la clemenza assisa in trono,
quando premia col perdono
d'un eroe la fedeltà.
   La giustizia è bella allora
che compagna ha la pietà.

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