Metrica: interrogazione
59 tronchi in Didone abbandonata H  (pezzi chiusi) 
                Dovrei... Ma no...
L'amore... oh dio! La fé...
Ah! Che parlar non so.
Spiegalo tu per me. (Ad Osmida; parte)
(per me crudel sarò).
come nasconderò?) (Parte)
del mio soglio e del mio cor.
della gloria e dell'amor. (Parte)
l'ardir mio ti scorgerà.
e per l'ombra umor gli dà. (Parte)
tutto si fa virtù.
che nacque in servitù. (Parte)
mai per quest'alma calma non v'è.
e sol contento sento per te. (Parte)
dal lido si partì. (Parte)
porta seco e ritegno non ha.
e superbo fremendo sen va. (Parte con Araspe)
da chi giurogli fé?
se questo mio non è? (Parte)
che avrei nel restar. (Parte)
se non avrai mercé.
non v'è pietà per me. (Parte)
   Ah! Non lasciarmi, no,
non si turba il mio pensier.
dalle fasce a non temer. (Parte)
se mi chiami traditor.
so che poi tu avrai rossor. (Parte)
che in due divide un cor.
se nol provasti ancor. (Parte)
ma la beltà non è.
ma non si sa perché. (Parte)
   Chiamami pur così.
Forse pentita un dì
ma non l'avrai da me.
quel barbaro da te. (Parte)
dall'alma si partì. (Parte)
tutto un regno opprimerà. (Parte)
sarò ingrato a sì bella pietà.
di quel braccio che vita mi dà. (Parte)
io volo a circondar. (Parte)
di lagnarmi e poi morir.
qualche tenero sospir! (Parte)
giusti dei, che mai sarà!
soccorso né pietà. (Parte)
Resto... Ma poi... che fo?
di questo soglio al piè,

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