Metrica: interrogazione
121 sineresi in Siroe P3  (recitativo) 
Amo in Siroe il valore,
Siroe t'accosta e dal minor germano
Siroe finora i tuoi trionfi accrebbe.
gemea della lorica in faccia a morte
Siroe al suo re? Sai che de' giorni tuoi
Siroe che fa? Riposa
stringer la destra mia Siroe già sai
                       Ecco Laodice, ella che gode
a consolar Laodice un fido amante.
il crederò.
                     Ti dirà Siroe il resto.
Eh Laodice t'inganni.
Siroe tu non conosci, io lo conosco.
Siroe rossor! Sinora
Siroe non parli? Or di che temi? Idaspe
(Che importuna). Ah Laodice
Altre ancor ve ne son. Laodice addio.
Sventurata Laodice
quanto mi fai pietà, Siroe è un ingrato.
né posso vendicarmi.
                                         A Siroe giova
che Siroe ad onta sua ti chiede amore.
ed in Siroe un eroe conserva al regno.
Siroe un eroe! T'inganni; ha un'alma in seno
così cangiar Laodice?
esser colpa non può. Siroe è l'audace.
rassicurati o cara. Ah Siroe ingrato (Passeggiando)
Laodice non favella?
                                       Io son confusa.
un reo celar che ad ambi è caro, alfine
siano i tuoi giorni. Ah non voler nel sangue
di questo reo contaminar la mano.
chi l'arcano scoprì?
                                     Fu Siroe istesso.
(Chi 'l crederebbe!)
                                      Ei mi volea compagno
                    (Che mai sarà?)
                                                    Siroe nascoso
Donde l'avviso? È noto il reo? (Rende il foglio a Cosroe)
                                                        Medarse
Difendermi non posso e reo non sono.
Siroe sarà.
                      Ma questo è troppo Idaspe.
Così fosse per te di Siroe il core.
Difendermi non posso e reo non sono.
E non è reo chi niega
Non è reo l'ardimento
Non è reo chi nascoso
Non è reo chi ha potuto
Tutti reo mi volete e reo non sono.
in Siroe un traditor?
                                        Tanto infedele
a un principe Laodice.
Non credo che sian tali
del periglio di Siroe in mezzo al core
il rimorso e l'orrore.
                                       Alfin Laodice
l'idea di chi m'accende in mezzo al core
Come quel di Laodice
reo del delitto e mel sopporto e taccio.
scoprir a Cosroe, io prevenir l'accusa.
implacabil nemico, in Siroe io deggio
Mi vuoi reo, mi vuoi morto?
né a me né a Cosroe il farti reo.
                                                          Ma basta
Tutto è vero, io son reo, tradisco il padre,
forse contro di sé volgea l'acciaro.
è la vita di Siroe, ei non ancora
che Siroe suggerì). (Come sopra)
                                     (Tradirmi Idaspe
siam soli, il tempo è questo). (Come sopra)
                                                       (Un reo l'accusa
nel più vivo del cor Siroe m'offese.
quell'idea che m'oltraggia e al fianco mio
potrà celarsi il reo. (Son quasi in porto).
del popolo fedel Siroe gran parte.
che appagar Siroe e sollevarlo al trono.
È Siroe l'infedel. Vorrei punirlo;
Laodice attenda.
                                Ubbidirò. (Si ritira in disparte)
                                                     Medarse
Siedi Siroe e m'ascolta.
Siroe tu sei. Per questa volta soffri
tenti Laodice e la minacci. Idaspe
Torniam figlio ad amarci, il reo mi svela
(Veggio Siroe commosso.
Odi Siroe. Se temi
per la vita del reo, paventi invano.
siano dal tuo castigo i tradimenti
che il tuo cenno, signor, Laodice attende.
Al nome di Laodice
la debolezza mia, Laodice adoro,
Forse non crederai...
                                       Chiedea Laodice
Parla. Laodice è tua, di più che brami?
Sdegno Laodice e favellar non deggio.
Eccomi al fianco tuo.
                                        Venga Laodice. (Emira parte)
Signor, se amai Laodice
Eccomi a' cenni tuoi.
                                        Siroe m'ascolta.
ch'offro uno scampo, abbi Laodice e il trono,
il carcere o Laodice.
                                      Or che risolvi?
Di Siroe, a quel ch'io sento,
senza noia Laodice
mirar senza avvampar quell'aureo crine,
Siroe si perde.
                             Il cielo
Amo Siroe e mi pento
che, Siroe ucciso, il popolo ribelle
i tumulti sedar non sian più fieri?
ma pure ubbidirò. Di Siroe amico
un sedizioso stuol che Siroe chiede.
fugge l'anima rea, così gliel rendo.
chiesi da Siroe e il suo disprezzo io volli
È reo di fellonia,
è reo perché ti piacque e vuo' che mora.
sollevarti volea né tutto ho detto.
se il mio sangue potrà...
                                             Parti Laodice.
di Siroe il nome in cento bocche e cento.
Ma Siroe è un traditor.
                                            Ma Siroe è figlio.
la delizia di Cosroe e la speranza.
al tuo collo stendea la mano imbelle
temea dell'elmo o le tremanti piume.
merita la mia fé, Siroe non mora.
Vive il prence?
                              Non vive.
                                                  Oh Siroe!
                                                                      Oh figlio!
astri non ha per me che sian felici
Che vuoi d'un empio re più reo ministro.
Siroe respira ancor.
                                      Come!
                                                     La cura
perché più nol temea; se vivo il crede,
Siroe dov'è?
                         Fra i lacci
chiede il nostro periglio, a Siroe io vado.
che già Siroe morì.
                                     Ma per qual mano!
Siroe trovar mi giova.
                                          Io ti precedo.
                        Ah difendi
Arasse il tuo signor.
                                      Siroe difendo.
Ti sieguo idolo mio.
                                      Siroe mi vedi
in gran parte io destai.
                                           Siroe è l'offeso.
Nulla Siroe rammenta. E tu mio bene (A Emira)
Siroe sarà tuo sposo.
                                       O lieto giorno! (Siegue l’incoronazione di Siroe)

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