Metrica: interrogazione
41 senari in Siroe P3 
   O placido il mare
lusinghi la sponda
o porti con l'onda
terrore e spavento
è colpa del vento,
sua colpa non è.
   S'io vo con la sorte
cangiando sembianza
virtù l'incostanza
diventa per me.
   Mi credi infedele,
sol questo m'affanna.
Chi sa chi t'inganna?
(Che pena è tacer!)
   Sei padre, son figlio,
mi scaccia, mi sgrida.
Ma pensa al periglio,
ma poco ti fida,
ma impara a temer. (Parte)
   La legge del fato
dal cenno adorato
d'un labro fedele
attender saprò.
   Se dice ch'io t'ami (A Laodice)
già il core t'adora.
(Ingrata, crudele, (Ad Emira piano)
rispondi, che brami?)
Se dice ch'io mora (A Laodice)
contento morrò.
   Torrente cresciuto
per torbida piena
se perde il tributo
del gel che si scioglie
fra l'aride sponde
più l'onde non ha.
   Ma il fiume, che nacque
da limpida vena,
se privo è dell'acque
che il verno raccoglie,
il corso non perde,
più chiaro si fa. (Parte)

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