Metrica: interrogazione
51 tronchi in Zenobia P1  (pezzi chiusi) 
se ne perdesse ancor.
se ne conosce allor. (Parte)
la man che lo svenò.
se il giorno a lui mancò. (Parte)
come splendono per me.
potess'io cangiar con te. (Parte)
né il cielo ha più seren.
povero angusto sen. (Parte)
se non ti vuoi placar
lasciami respirar
almeno il mio pensier
abile a sostener
mio prence da te.
capace non è. (Parte)
che svegliate nel mio sen.
se non foste del mio ben. (Parte)
qualche infelice almen.
del sospirato ben. (Entra nella capanna)
non ardisco favellar.
che comincio a sospirar. (Parte)
vivi più lieti dì.
ma non mi dir così.
Sento mancarmi il cor.
Che sfortunato amor!
non han provato ancor. (Parte)
che amabile martir!
pur che si possa dir:
un'alma allor si fa,
un'alma che non ha
di Megera le serpi nel cor.
tutta immersa nel proprio furor. (Parte)
lascia la cura a me.
quel ch'io farò per te. (Parte)
se innocente è la pietà.
la barbarie e l'onestà. (Parte)
mi ritorni a tormentar.
un eterno dubbitar? (Mentre Radamisto è per partire sente la voce di Zenobia, s’arresta e si rivolge)
l'aura ch'io spiro ancor;
gli affetti del mio cor
fallo sarebbe in me;
degna sarò di te,
no, non si può soffrir.
fatemi o dei morir. (Parte)
che non spira crudeltà.
messaggiera è la pietà. (Parte)
«Languisco per te».
né chieder mercé. (Parte)
della nostra libertà.
lo chiamar necessità.
ad abbagliar così.
prodigo il cielo unì.

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